Barotrauma: evidenze e prevenzione

Focus medico

Per barotrauma si intende un danno a una o più strutture dell’orecchio medio, causato da una repentina variazione della pressione del mezzo ambiente (aereo o liquido) e non adeguatamente compensata dai meccanismi fisiologici.
Affinché si produca un barotrauma, la differenza di pressione tra l’ambiente esterno e l’orecchio medio deve essere superiore a 60-80 mm Hg. In alcuni casi il barotrauma può verificarsi anche in presenza di differenze pressorie basse (patologie dell’orecchio medio, della tuba di Eustachio e del naso).

L’organo che ha la funzione di mantenere l’equilibrio pressorio tra l’interno e l’esterno dell’orecchio è la tromba di Eustachio, che mette in comunicazione la cassa del timpano con il rinofaringe e quindi con l’esterno. La principale funzione della tuba è areare l’orecchio medio e mantenere la pressione interna uguale alla pressione esterna. Questa attività è compiuta attraverso i normali movimenti di apertura e chiusura tubarici che avvengono principalmente durante la deglutizione e lo sbadiglio. L’apertura della tuba si può effettuare anche attraverso la manovra di Valsalva (espirazione forzata a naso e bocca chiusi). Alterazioni tubariche (difficoltà di apertura, calibro più piccolo, anomalie craniche) possono predisporre al verificarsi di un barotrauma.
Anche la presenza di muco o fenomeni infiammatori nella tuba e nel naso (sindrome influenzale, infezioni della gola, riniti, ecc.) possono concorrere a causare un barotrauma.
L’aumento repentino della pressione esterna spinge il timpano verso l’interno (orecchio medio) causando dolore e alterazione della normale funzionalità, che si traduce in riduzione della capacità uditiva, sensazione di orecchio chiuso (fullness), acufeni e vertigini.

L’esame obiettivo evidenzia una membrana timpanica che può essere retratta, arrossata o, nei casi limiti, perforata. All’otomicroscopia può essere visibile l’essudato che occupa l’orecchio medio. L’esame audiometrico tonale può evidenziare un deficit uditivo di tipo trasmissivo, con maggior interessamento delle basse frequenze. In caso di danno alle strutture cocleari, la perdita uditiva sarà di tipo misto.
Riguardo alla terapia, l’approccio è di tipo farmacologico e, quasi sempre, risolutivo della patologia. Raramente può esistere una sordità neurosensoriale legata, probabilmente, a fenomeni locali già presenti a livello cocleare. Gli acufeni possono essere persistenti.

In alcuni casi la manovra di Valsalva, che è consuetudine effettuare per compensare la differenza di pressione, può determinare un'over pressurizzazione dell'orecchio medio: questa forza può essere trasmessa all'orecchio interno e, da qui, alle delicate strutture che lo compongono con possibili danni permanenti.

Patologia frequente durante i voli aerei o le immersioni, la prevenzione consiglia, in fase di atterraggio dell’aereo, che si stia svegli (la tuba di Eustachio si apre ogni minuto durante la veglia e ogni cinque durante il sonno) e si deglutisca spesso (sciogliendo in bocca per esempio una caramella o masticando una chewingum). Durante le immersioni con bombole o in piscina, le fasi di discesa o di salita devono essere lente e mai repentine, dando tempo ai normali meccanismi tubarici di compensare la differenza di pressione.  Decongestionanti e spray nasali possono essere di valido supporto.


Bibliografia e approfondimenti:

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