Udito: 3° edizione delle Scholarship del CRS Amplifon. La ricerca è giovane, preparata al femminile

Comunicato stampa 05/2018 - 30 novembre 2018

Anche quest’anno le borse di studio messe in palio dal CRS Amplifon hanno messo in evidenza l’eccellenza della ricerca italiana, promuovendo studi sull’udito che andranno all’estero. I tre vincitori, Sara Ghiselli (38 anni, di Trieste), Glauco Cristofaro (38 anni, di Greve in Chianti, Firenze) e Eleonora Maria Consiglia Trecca (28 anni, di Foggia) sono stati premiati dall’AD di Amplifon, Enrico Vita, durante la cerimonia di apertura del Congresso AUORL presieduto dal prof. Paludetti.

Tre sono i vincitori delle Scholarship CRS 2018: Sara Ghiselli, dottoressa specialista in Audiologia e Foniatria presso IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste, Glauco Cristofaro, specializzando in ORL presso l’Università degli Studi di Firenze, e Eleonora Maria Consiglia Trecca, specializzanda in ORL presso l’Università degli Studi di Foggia.

Per la terza volta consecutiva i giovani specialisti hanno avuto l’occasione di partecipare al bando promosso dal Centro Ricerche e Studi Amplifon che ha messo a disposizione tre borse di studio del valore di 7.000 euro per favorire la ricerca e lo sviluppo in campo otologico e audiologico. Come nelle edizioni precedenti, i vincitori potranno realizzare i propri progetti di ricerca presso centri scientifici stranieri con team internazionali, per un periodo da due a sei mesi.

Tra i molteplici progetti di altissimo livello presentati quest’anno, il comitato scientifico ne ha scelti tre di particolare rilevanza per lo sviluppo delle scienze audiologiche e otorinolaringoiatriche. Il primo, di Ghiselli, intende studiare lo sforzo cognitivo in bambini portatori di impianto cocleare precoce in diverse condizioni, mappando l’attivazione delle aree cerebrali. Il secondo, di Cristofaro, intende studiare i metodi di protezione del nervo acustico per migliorare l'udito negli utilizzatori di impianti cocleari. Il terzo, di Trecca, ha infine l’obiettivo di approfondire i meccanismi della perdita uditiva e/o della sua preservazione durante procedure chirurgiche che compromettono l’integrità dell’orecchio interno o che, pur non essendo demolitive, presentano il rischio di perdita uditiva.

“La terza edizione delle Scholarship conferma il crescente interesse per l’ambito uditivo tra le nuove generazioni della comunità scientifica - spiega Alberto Golinelli, direttore del CRS Amplifon Italia - e dimostra che le Scholarship uniscono tanti giovani medici nella voglia di esportare le eccellenze della ricerca italiana all’estero”.

Ci sarà una quarta edizione? “Decisamente sì - risponde Golinelli - il Gruppo Amplifon e il CRS Italia, come voluto fortemente dal fondatore Charles Holland, continuano a promuovere la cultura della cura dell’udito. Secondo l’OMS, infatti, i prossimi 10 anni saranno dedicati alla cura e prevenzione dell’udito, tra i sensi più importanti per mantenere la buona salute (anche mentale) e l’equilibrio delle persone. L’udito interessa tutte le fasi della vita e preservarlo significa diminuire i costi sociali per la sua cura”.

I tre vincitori: i progetti di studio e le sedi che ospiteranno i giovani ricercatori italiani
Sara Ghiselli, dottoressa in Audiologia e Foniatria presso S.C. Otorinolaringoiatria e Audiologia, IRCCS materno infantile Burlo Garofolo Trieste, è stata premiata per un progetto dal titolo “Studio del carico cognitivo e delle aree di attivazione cerebrale durante l’ascolto di musica e voce materna (in situazione di quiete e rumore) in bambini ipoacusici portatori di impianto cocleare precoce”. “L’utilizzo dell’impianto cocleare per le perdite di grado severo-profondo e la diagnostica e riabilitazione precoce, con protesi acustiche o device impiantabili, possono portare a una maturazione corticale adeguata e a uno sviluppo di appropriate abilità linguistiche. Nonostante questo, permangono differenze riguardo gli outcome uditivi-comunicativi e la difficoltà di ascolto in ambienti uditivi complessi”, spiega la giovane ricercatrice. Lo scopo della ricerca della dottoressa consiste quindi nell'identificare i fattori che influenzano tali diversità, per poter meglio progettare un percorso riabilitativo individuale e dei protocolli di intervento il più accurati possibile. “La ricerca sarà effettuata presso l’Università di Tel Aviv sotto la guida della professoressa Liat Kishon Rabin - continua Ghiselli - attraverso una misurazione del grado di attenzione uditiva e del carico cognitivo dei bambini portatori di impianto cocleare precoce durante l’ascolto in diverse situazioni”. Ghiselli intende utilizzare il sistema di pupillometria ed eye-tracking per valutare il carico cognitivo e l’attenzione uditiva. In concomitanza, l’utilizzo di un sistema di Near-Infrared Spectroscopy (NIRS) permetterà di investigare le aree e il grado di attivazione cerebrale durante le differenti situazioni di ascolto.

Glauco Cristofaro, specializzando in ORL presso l’Università degli Studi di Pisa, ha vinto la borsa di studio con una ricerca dal titolo “Protezione del nervo acustico per migliorare l'udito negli utilizzatori di impianti cocleari”. Svilupperà il progetto presso il Centro medico dell’università di Utrecht, Dipartimento di Otorinolaringologia e Chirurgia Testa-Collo. “L'ipoacusia neurosensoriale o profonda colpisce con l'aumentare dell'età una frazione sempre maggiore di popolazione”, spiega Cristofaro. “Attualmente l'unica terapia della sordità neurosensoriale è rappresentata dagli impianti cocleari. Tuttavia l’allestimento dell’impianto porta ad atrofia del nervo acustico, con un’ulteriore riduzione delle capacità uditive.” In cavie assordate, il laboratorio uditivo di Utrecht, presso il quale Cristofaro effettuerà la sua ricerca, ha già mostrato una riduzione della degenerazione del nervo utilizzando la neurotrofina BDNF. Cristofaro quindi verificherà la capacità di altre neurotrofine (NGF, NE-3) e inibitori del recettore della tirosinochinasi B (THF) di esercitare un effetto trofico sulle cellule nervose del nervo acustico. Il trattamento sperimentale con queste sostanze, posizionate nella cassa del timpano in animali da laboratorio, potrà avvicinare la comunità scientifica al traguardo dell’applicazione di queste tecniche per la cura di patologie umane. “I potenziali vantaggi della somministrazione di farmaci alla coclea sono innumerevoli - conclude Cristofaro - e vanno oltre la prevenzione della disfunzione di impianti cocleari. Portano a uno spettro di applicazioni che include sordità improvvisa e acufeni”.

Eleonora Trecca, specializzanda presso l’Università degli Studi di Foggia, ha presentato una ricerca sui metodi di prevenzione della perdita uditiva nel corso di interventi chirurgici; il suo progetto, che sarà sviluppato presso il reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ohio State University, si intitola “Intra-Operative Measures of Auditory Function during Labyrinthectomies, Translabyrinthine Vestibular Schwannoma Removal, Endolymphatic Sac Decompression and Otologic Surgery via a Middle Fossa or Transmastoid Approach”. Prevede l'esecuzione di misurazioni intra-operatorie della funzionalità uditiva in un campione di circa 90 pazienti mediante elettrococleografia. Le analisi saranno svolte durante labirintectomia, rimozione di schwannoma vestibolare con approccio translabirintico, decompressione del sacco endolinfatico e chirurgia otologica con approccio transmastoideo o dalla fossa cranica media. Questa opportunità di ricerca, secondo Trecca, “è straordinaria in primo luogo per i pazienti, che potranno beneficiare di un feedback elettrofisiologico diretto con maggiore possibilità di preservare l’udito nell’orecchio operato. L’elettrococleografia è, infatti, una metodica che non comporta rischi aggiuntivi oltre a quelli legati allo svolgimento delle procedure chirurgiche e che ha già dato ottimi risultati nell’ambito clinico e della ricerca.”