Vertigini: problema frequente e sottostimato, ma curabile. A volte basta una semplice manovra

Comunicato stampa 04/2018 - 21 settembre 2018

A Firenze, il 20 e il 21 settembre si tiene il secondo corso fuori sede del CRS Amplifon. Si tratta di “Vestibologia clinica e strumentale”, diretto dal prof. Casani (Pisa), fra i massimi esperti al mondo per la cura delle vertigini. Le terapie? A volte basta una manovra liberatoria; solo in rari casi è previsto l’intervento chirurgico. Ma è difficile individuare la causa scatenante. 

L’equilibrio è una condizione multisensoriale che compete a diverse aree del corpo: l’orecchio (o meglio il labirinto), gli occhi, i muscoli. Si tratta di un meccanismo complesso da comprendere. La mancanza di equilibrio può essere quindi curata e monitorata da diverse figure mediche professionali: l’otorino, il neurologo, il posturologo o fisiatra, l’oculista e il geriatra. 

“In effetti non esiste una specializzazione medica nel campo della vestibologia”, spiega Augusto Pietro Casani, professore associato presso l’azienda ospedaliero-universitaria pisana e responsabile dell’ambulatorio di vestibologia, centro di riferimento per la diagnosi e la cura della vertigine. Il reparto ha una strumentazione di ultima generazione e, almeno due volte l’anno, realizza corsi pratici con i pazienti. Di fatto è una vera e propria clinica per la cura delle vertigini, come già ne esistono a Monaco di Baviera, a Londra, a Maastricht e in Spagna. 
“A parte poche eccezioni, l’approccio con il paziente è superficiale”, continua Casani. “Spesso si pensa che la perdita dell’equilibrio dipenda soprattutto dalla cervicale, ma è un errore. Inizia così un lungo iter per il paziente, che passa da uno specialista all’altro perdendo molto tempo. La soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un otorino.

La vertigine più comune è quella posizionale. I numeri parlano chiaro: il 5% dei pazienti che arrivano al Pronto Soccorso soffre di vertigini. Dopo i 60 anni almeno il 15% dei pazienti si rivolge al medico di famiglia lamentando mancanza di equilibrio. Si tratta di impatti rilevanti sulla salute dell’individuo e soprattutto dell’anziano, a rischio di cadute dalle conseguenze ancora più gravi. In questi anni si è anche studiato il rapporto tra cefalea e vertigine noto come “emicrania vestibolare”, permettendo di curare molti pazienti che ne soffrivano.
Il problema si risolve senza farmaci e si tratta manualmente, con una serie di manovre liberatorie operate dal fisioterapista in poche sedute (da 1 a 3 mesi massimo). “La terapia riabilitativa ha lo scopo di rafforzare la funzione vestibolare, in maniera tale da aiutare gli altri sistemi (labirinto, vista e muscoli) che concorrono all’equilibrio”, chiarisce Casani. 
In alcune occasioni si è proceduto con la chirurgia degli impianti vestibolari (a Baltimora e in Olanda), ma si è trattato di casi molto rari di totale mancanza di equilibrio. 

Il maggior problema è rappresentato dalla difficoltà di indagine del distretto dell’orecchio. Stanno però per arrivare nuovi strumenti diagnostici: la Risonanza Magnetica a 7 Tesla è quattro volte più potente rispetto agli strumenti attuali. Consentirà una maggiore accessibilità e comprensione dei meccanismi che regolano il funzionamento o il malfunzionamento dell’orecchio interno. 

Nell’ambito del corso CRS, dal titolo “Vestibologia clinica e strumentale”, si parla anche di malattia di Mèniere e trattamento intratimpanico (che prevede l’iniezione di medicinali direttamente nella coclea), che in futuro potrebbe essere impiegato anche per la terapia genica. 

“La decisione di promuovere questo evento a Firenze ricade nella consolidata tradizione del CRS Amplifon di supportare lo sviluppo delle conoscenze degli specialisti ORL in senso trasversale e multidisciplinare”, racconta Alberto Golinelli, Direttore del Centro Ricerche e Studi. “Desideriamo che la comunità scientifica focalizzi sempre più l’attenzione sull’udito e sulle patologie - ancora troppe, purtroppo - a esso connesse. Una buona percentuale della nostra qualità di vita dipende da questo senso, sempre più minacciato dall’ inquinamento acustico e che, paradossalmente, riveste una funzione vitale non solo per l’interazione fra le persone, ma anche per la nostra attività cerebrale.” 

La ricca partecipazione di medici provenienti da tutta Italia a questi corsi CRS (quello di giugno sui disturbi del sonno e questo sulle vertigini) dimostrano quanto in ambito clinico sia sentita la necessità di aggiornarsi, trattando casi reali e confrontandosi con specialisti che vengono da tutto il mondo.