Terremoto. Una buona azione per ridare l'udito

Comunicato stampa 01 - 06 febbraio 2017

Fra gli sfollati a Loreto, un’impiegata dell’albergo si accorge dell’isolamento di un maestro in pensione. Non è solo un fatto di depressione: si è acuito il calo uditivo.
E allora lei scrive al CRS Amplifon a Milano, che risponde.

“Sono arrivati il 5 novembre, subito dopo le scosse che avevano lesionato la loro casa a San Ginesio, in provincia di Macerata. Marito e moglie, un po’ smarriti, ma così carini. E io li ho presi a cuore. “ A parlare è Mila Montecchiani, madre di due bambini piccoli, impiegata presso l’Hotel San Gabriele di Loreto, che ospita dal 5 novembre circa 50 sfollati che hanno perso la propria casa o le cui abitazioni sono state lesionate dal terribile terremoto del 31 ottobre scorso. Fra questi ospiti, Mila si affeziona a un maestro in pensione di 82 anni, Raffaele Brandi, colto, piacevole ed educato, lì con la moglie Bianca Cicconi. La vita è salva, ma il loro appartamento è irrimediabilmente lesionato.

Passano i giorni e per il Signor Brandi inizia un isolamento via via prolungato.
Non si tratta solo di depressione post terremoto, ma di qualcosa di ulteriore che lo sta allontanando dalla vita, dalle chiacchiere con gli altri ospiti dell’albergo. Il Signor Brandi sta perdendo l’udito e non riesce più a seguire i discorsi, a capire cosa sta succedendo. Gli hanno parlato di un intervento al quale sottoporsi all’estero: impossibile affrontare viaggio e spese. L’isolamento prevale, insieme alla paura di essere tagliati fuori dalla vita di relazione.

Mila non ci sta e scrive una lettera al Centro Ricerche e Studi di Amplifon a Milano. “La lettera esprimeva una tale delicatezza per le condizioni del signor Brandi, che abbiamo subito compreso che si trattava di un caso vero e urgente, un caso che i medici e gli audiologi conoscono molto bene, provocato dall’acuirsi del calo uditivo e quindi dal progressivo allontanamento dalle nomali attività (che in alcuni casi può rappresentare il primo campanello d’allarme per quello che i medici definiscono declino cognitivo)” – spiega il dottor Alberto Golinelli, Direttore del CRS Amplifon. “L’assenza di stimoli sonori crea una barriera alla vita di relazione e la persona perde più velocemente i contatti con la realtà. Sente poco e parla sempre meno.” Una condizione veramente impossibile per chi, come il signor Brandi, ha dedicato la sua vita all’insegnamento. Si è così deciso di sottoporre a una prima visita il Signor Brandi coinvolgendo due audioprotesisti di Amplifon, Francesco Benedetti da Macerata e Milena Marconi da Loreto.

“La signora Mila ha realizzato con la sua lettera un gesto di solidarietà unica: si è accorta del disagio, si è interessata e ha cercato una soluzione ottimale rivolgendosi a degli esperti del settore. In una parola ha riunito empatia, attenzione, cura per l’altro e ricerca della soluzione, caratteristiche molto care per tutti noi che lavoriamo in questa azienda e nel Centro Ricerche e Studi, punto di riferimento per l’aggiornamento medico-scientifico.  L’obiettivo del CRS Amplifon è infatti trovare la miglior soluzione attraverso il rapporto costante con medici e audioprotesisti specializzati” - dichiara Golinelli, che ha avuto modo di dialogare con la signora Bianca, visibilmente commossa per questa insperata svolta in positivo. Dopo la prima visita avvenuta nel week end, si è già compreso come aiutare il signor Brandi, facendo seguire a questo intervento una visita con un medico otorino.
L’ambiente informale ha prodotto una grande commozione fra tutti i protagonisti di questa vicenda di ordinaria solidarietà. Una cosa è certa: la famiglia Brandi non è più sola.